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Civitalba. Un tempio per la vittoria

25 Mag

Nel pomeriggio dello scorso 15 maggio, si è svolta, presso il nostro museo, l’attesa inaugurazione della nuova esposizione delle terrecotte architettoniche appartenenti al frontone e al fregio del tempio di Civitalba. Dopo un periodo che l’ha vista lontana dal pubblico, la decorazione torna quindi a essere esposta all’interno di Palazzo Ferretti di Ancona, anche grazie alla collaborazione con Expo Milano 2015, volta a dare lustro a quei territori solitamente lontani dai principali percorsi turistici nazionali.

L’inaugurazione è stata coordinata dal Soprintendente Archeologo delle Marche, dott. Mario Pagano, e dalla vicedirettrice del museo, dott.ssa Nicoletta Frapiccini, che hanno curato l’incontro svoltosi davanti a un folto pubblico.

L’inaugurazione, dal titolo significativo “Civitalba. Un tempio per la vittoria”, ha avuto inizio nella sala conferenze di Palazzo Ferretti, dove il dott. Pagano ha fin da subito sottolineato l’importanza dell’evento, definendo la nuova esposizione delle terrecotte come un “dovere” da parte dell’amministrazione che, nonostante la mancanza di fondi, è riuscita a riproporre al pubblico la decorazione, grazie a un lungo ma entusiasmante lavoro e alla passione per il proprio territorio. A questo proposito Pagano ha definito la decorazione un “punto di riferimento non solo per le Marche ma per tutta l’Europa centrale” in particolare per la presenza nel fregio di guerrieri celti. 

Pagano su Civitalba

La presentazione si è poi calata nel vivo, partendo dal luogo di ritrovamento delle terrecotte (risalenti alla seconda metà del II secolo a.C. ca.), rinvenute tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento nel sito di Civitalba (Sassoferrato-AN), impilate all’interno di una fossa sacra (favissa) e relative alla decorazione di un tempio. Quest’ultimo (di cui però non rimane nulla) sorgeva su un colle sovrastante la piana di Sentinum, teatro di due importanti battaglie per la storia di Roma: quella del 367 a.C. tra Furio Camillo e Brenno e, soprattutto, quella del 295 a.C. contro la coalizione di Senoni, Etruschi, Umbri e Sanniti, su cui i Romani riportarono una fondamentale e storica vittoria, seguita dalla romanizzazione del territorio, fino a quel momento controllato dai Galli. Proprio a queste battaglie allude la narrazione del fregio, dove è raffigurato ad altorilievo lo scontro tra divinità e gruppi di guerrieri, riconoscibili come Celti, sia per le loro caratteristiche fisiche (capelli lunghi con creste sollevate e baffi spioventi) sia per gli abiti (tuniche di pelliccia) e le armi (scudi quadrangolari oblunghi). Nella sequenza, dominata dai guerrieri impegnati nella lotta o nella fuga, è evidente la disfatta dei Celti che si ritirano abbandonando il bottino appena trafugato e travolgendo con il carro i loro stessi compagni, per soccombere infine alla furia delle divinità. Nella rappresentazione viene identificata la narrazione del mancato saccheggio del santuario di Delfi da parte dei Galli nel 279 a. C., difeso – stando alle fonti – da Apollo e dalle “vergini bianche”, Artemide e Athena Pronaia, e dagli eroi risorti, come Pirro-Neottolemo, figlio di Achille. Il fregio equipara quindi le grandi vittorie sui Galati celebrate dai sovrani Attalidi di Pergamo (III-II secolo a.C.), alla vittoria romana sui Celti.

Civitalba

A correnti ellenistiche si ispira anche il frontone del tempio, che desta i maggiori problemi di ricostruzione e apre ampio spazio al dibattito da parte degli addetti ai lavori. La rappresentazione del frontone mostra un contesto dionisiaco dove satiri, ninfe e due fanciulle dormienti circondano una scena centrale, purtroppo perduta. Quest’ultima forse ospitava la ierogamia di Dioniso e Arianna oppure il risveglio di Dioniso infante all’interno di una cesta (lyknon). La rappresentazione del frontone si ricollega quindi alla narrazione del fregio attraverso il comune riferimento al santuario di Delfi, dove accanto ad Apollo, veniva esaltato lo stesso Dioniso, il cui culto venne ulteriormente rinvigorito dagli Attalidi, che al dio facevano risalire la propria stirpe.

Il riferimento al culto di Dioniso in questo contesto si presenta interessante, soprattutto per un periodo di poco successivo al Senatus consultum del 186 a.C., con cui si vietavano in tutta Italia i festeggiamenti in onore di Bacco-Dioniso.

Dopo il Soprintendente è intervenuta la dott.ssa Nicoletta Frapiccini, che ha curato personalmente l’esposizione. L’intervento è iniziato con il riferimento al lungo e appassionante studio che ha permesso la nuova esposizione, sottolineando come sia stato possibile solo grazie a un lavoro di equipe, a cui hanno partecipato numerose professionalità (dal personale amministrativo a quello di vigilanza del museo, dai restauratori ai responsabili della comunicazione).

Frapiccini su Civitalba

La dott.ssa Frapiccini ha iniziato facendo subito riferimento all’inserimento all’interno del frontone di un pezzo rappresentante un genio alato, precedentemente espunto da chi appoggiava l’ipotesi della ierogamia (in questo caso, infatti, non ci sarebbe stato spazio per la figura), ma ora inserito nella decorazione di cui presenta lo stesso impasto, gli stessi inclusi nell’argilla e la stessa base di altri pezzi, a supporto dell’ipotesi del risveglio di Dioniso Lyknites nella scena centrale.

La Frapiccini ha poi accennato al parallelismo tra la decorazione di Civitalba e quella del tempio di Talamone (GR), a proposito delle quali ha sottolineato come esse, pur essendo vicine dal punto di vista della rappresentazione, siano differenti dal punto di vista stilistico, presentando quello di Civitalba una più spiccata tridimensionalità, con figure più aggettanti e tutte rivolte verso lo spettatore, segno di una maggiore forza e incisività degli influssi orientali o, forse, della stessa presenza di coroplasti orientali sul suolo italico. A questo si aggiunge, soprattutto grazie alla scena dionisiaca del frontone, un non velato riferimento alla dinastia degli Attalidi, segno forse di un maggior spessore intellettuale da parte degli stessi committenti del tempio.

Al termine della conferenza ci si è poi spostati al primo piano del museo dove è avvenuto il consueto taglio del nastro e dove gli entusiasti presenti hanno potuto ammirare dal vivo la decorazione posta nella nuova e suggestiva collocazione lungo il corridoio del primo piano di Palazzo Ferretti. Davanti ad essa è continuato l’intenso dibattito rispetto a una decorazione che presenta numerosi spunti di discussione e ancora molti nodi da sciogliere.

Inaugurazione Civitalba

Vi aspettiamo quindi al museo per ammirare dal vivo e dire la vostra sulla decorazione di Civitalba!

 

Elena Montesi

Un pomeriggio memorabile

16 Mar

Quella che con grande piacere pubblichiamo oggi è una lettera ricevuta dalla Comunità socio educativa riabilitativa “Il Cigno”: il racconto si riferisce ad una delle esperienze “Archeotouch” a cui gli utenti dell’associazione hanno partecipato durante lo scorso anno grazie all’accordo tra la Soprintedenza per i Beni archeologici delle Marche e il Comune di Ancona, Settore Politiche sociali ed educative. Buona lettura!

Anche quest’anno i nostri ospiti hanno avuto il piacere di essere invitati a visitare il museo archeologico e di partecipare attivamente ai laboratori proposti.

In questa seconda edizione la partecipazione della nostra comunità è stata tutta al femminile. Le nostre tre ospiti hanno manifestato un interesse attivo attraverso l’osservazione, l’ascolto, commenti e curiosità espressi con la formulazione di diverse domande.

Per comprendere meglio anche alcune fasi del difficile lavoro di reperimento e di assemblamento dei reperti custoditi nel museo, al termine delle visite, le ragazze si sono divertite con il laboratorio cimentandosi a sperimentare alcune attività manuali.

Logo Archeotouch

Di seguito riportiamo l’esperienza che una delle ragazze ha avuto il piacere di relazionare.

“… le due signora Paola e Carmen ci hanno accolto e mostrato quello che è il Museo Archeologico, cioè un palazzo del ‘500 o ‘600 più o meno, molto signorile. Si chiama infatti Palazzo Ferretti. I Ferretti, che erano dei nobili dell’epoca, una famiglia ricca in questa zona. Quel palazzo ci ha affascinato; “a noi l’antichità, la storia antica ci affascina”.

“… poi ci hanno fatto vedere degli utensili raccolti nei cimiteri dove erano sotterrati, gli utensili erano di 2500 anni fa, quando moriva un nobile i propri utensili venivano sepolti con lui. Abbiamo visto anfore, crateri (quelle più grandi), porta gioie (che non ci ricordiamo come si chiamavano perché avevano nomi greci), tazze e piatti dell’epoca. Per le donne c’erano collane e servivano per far loro compagnia nell’aldilà. Facevano funerali molto lunghi e delle cerimonie che duravano lunghe ore. Ma ritorniamo a quegli utensili; c’erano disegni di guerrieri, di gufi e di civette. Poi ci hanno mostrato tazze, brocche e piatti di oggi per farci capire come erano quegli oggetti e che ne facciamo lo stesso uso di oggi… ma non è finito qui, ci hanno proposto di lavorare, cioè di attaccare dei cocci di tazze (di adesso) con nastro adesivo. Noi abbiamo subito accettato e ci hanno portato in un’altra stanza dove c’erano questi oggetti. Io e Lucia credevamo che non ci saremmo riuscite facilmente, Simonetta invece si è buttata all’avventura. Bisognava comporre come in un puzzle i pezzi che combaciavano, noi cercavamo di riuscirci da sole ma sembrava un po’ difficile. Con l’aiuto però di Paola, di Carmen e dell’educatrice ci siamo riuscite. Simonetta doveva disegnare la forma di un cratere su un foglio, cioè disegnare intorno ad una forma su carta e farla uguale; con l’aiuto di Tania c’è riuscita benissimo e ha anche colorato. Ci siamo divertite in quest’opera di restauro. Questo museo per quanto ci ha colpito (e tutto ciò che abbiamo visto) è entrato profondamente dentro la nostra memoria e dobbiamo dire che è stato un pomeriggio memorabile. Ci ritorneremo senz’altro dato il bellissimo pomeriggio.”

Il Cigno

il cigno archeotouch

 

Vita a Palazzo Ferretti senza barriere con Archeotouch

15 Dic

Pochi giorni prima della Giornata Nazionale dell’Archeologia, del Patrimonio Artistico e del Restauro promossa dal MIBACT, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche ha aderito anche ad un altro importante appuntamento.

La mattina del 3 Dicembre, infatti, il nostro museo ha ospitato alcuni ragazzi della struttura “C’era l’H” di Fabriano in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle persone con disabilità, istituita dalla Commissione Europea in accordo con le Nazioni Unite.
Un’iniziativa volta a diffondere e approfondire la conoscenza sui temi della disabilità, a sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione.

Il percorso designato, “Archeotouch – Vita a Palazzo Ferretti”, è iniziato nell’androne dove i ragazzi sono stati accolti dalla dottoressa Frapiccini, la quale ha brevemente introdotto alla visita con alcune notizie riguardanti Palazzo Ferretti.

Giornata della disabilità

Quindi sotto l’esperta guida della dottoressa Farina, il gruppo è salito al primo piano percorrendo l’ampia scala che porta al primo piano del Museo e ha visitato tutte le stanze, facendo attenzione soprattutto a come era la vita quotidiana ai tempi del conte Antonio Ferretti. I nostri visitatori, coinvolti attivamente nel tour, si sono dimostrati interessati in particolare quando si è cercato di fare un raffronto tra la vita cinquecentesca e le nostre abitudini attuali.
Per rendere ancor più fruibile l’esperienza, ci si è avvalsi del manichino del primo piano che indossa una bella riproduzione di abito Cinquecentesco della Contessa Ferretti, che i ragazzi hanno adornato con bracciali, anelli e collane messe a loro disposizione dallo staff del Museo.

Giornata disabilità 2

Citando la dottoressa Frapiccini durante l’intervista al Telegiornale Regionale andato in onda il giorno stesso dell’evento, si è trattato di “un’archeologia senza barriere”, che si può toccare con mano, proprio come hanno potuto fare i visitatori sia con l’abito del manichino sopracitato sia durante il laboratorio conclusivo dove li si è portati a conoscere diverse stoffe, anche moderne, cercando di richiamare la curiosità sulle sensazioni provate maneggiandole.

Giornata disabilità 3

Un evento di successo, che ha portato già altri centri come quello di “C’era l’H” a prendere contatti per potervi partecipare, e un’occasione anche per noi di approfondire il rapporto con persone ancora capaci di meravigliarsi ed entusiasmarsi con una spontaneità e cristallinità a cui spesso non si più abituati.

Andrea Principi

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Arriva la giornata nazionale dell’archeologia: ecco i nostri programmi

5 Dic

Domenica 7 dicembre 2014, nella giornata nazionale dell’archeologia, del patrimonio artistico e del restauro promossa dal MIBACT, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, in concomitanza con la prima domenica del mese, ad ingresso gratuito nei musei statali, offre un’imperdibile occasione per scoprire i tesori archeologici del centro.

Immergetevi nell’affascinante passato della nostra città con questi due itinerari:
1) il complesso dell’Anfiteatro con le annesse terme, dalle bellissime pavimentazioni mosaicate, visibile grazie ad interventi di restauro presentati nel luglio 2014 e all’accesso a nuovi percorsi tramite il sistema di nuove passerelle;

Mosaico Anfiteatro Romano
2) passeggiata archeologica, una sorta di trekking urbano attraverso il centro storico, visitando domus e tabernae di via Carducci, domus in via Matas e foro romano, ponendo l’attenzione comunque sull’intero contesto della città antica di Ancona dal Colle Guasco al Cardeto.

Foro

Al termine del percorso, data la vicinanza, sarà possibile visitare il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e, per l’occasione, il tempio greco di Venere, sotto il Duomo di San Ciriaco.
Il museo rimarrà aperto per tutta la giornata e si potrà usufruire di visite guidate gratuite.
Un appuntamento unico nel suo genere per cogliere luoghi di Ancona invisibili agli sguardi distratti dalla frenesia di ogni giorno o solitamente non aperti al pubblico.

Dettagli e orari:
Anfiteatro romano: aperto tutto il giorno dalle 9.30 alle 16.30.
Orari inizio visite guidate: 9.30 – 11.30 – 15.00
(ritrovo presso Arco Bonarelli)

Aree archeologica: aperta tutto il giorno dalle 9.30 alle 16.30
Orari inizio visite guidatee: 10.00 – 15.00
(Ritrovo in via Carducci, nei pressi della Corte d’appello)

Info:
Museo Archeologico Nazionale delle Marche
Via Ferretti, 6
071 202602

Al Museo con il Minotauro

27 Nov

Nella piovosa domenica del 16 novembre, all’interno del Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona si è respirata l’atmosfera mitica dell’Antica Grecia.

L’iniziativa della “Caccia al Minotauro” è stata una replica del 12 ottobre in cui, in occasione della Giornata Nazionale della Famiglia al Museo, il tema proposto è stato proprio il filo di Arianna. Si tratta di un laboratorio didattico per bambini dai 5 ai 12 anni, incentrato sul mito di Arianna, mentre genitori e adulti hanno goduto di una visita guidata tra le affascinanti collezioni all’interno di Palazzo Ferretti.

minotauro1

I bambini che hanno ascoltato e partecipato alla favola mitica di Arianna e Teseo, sono stati poi coinvolti attivamente ad interpretare l’episodio centrale: la caccia al Minotauro.

Nella splendida cornice del Palazzo cinquecentesco, i bambini sono diventati i protagonisti della storia: rivestendo un ruolo e un personaggio ben preciso, hanno cominciato la ricerca dell’orribile mostro, rivivendo fedelmente l’episodio.

Ognuno ha indossato abiti e accessori del tempo, armati di gomitolo che dovevano srotolare durante il loro percorso nelle varie stanze del Museo senza rompere il filo, che sarebbe servito per uscire dal labirinto e tornare da Arianna, dopo aver trovato e ucciso il Minotauro.

L’episodio del mito si è rivelato attraverso le straordinarie pitture che ornano un antico vaso attico: il Cratere con Bacco e Arianna.minotauro2

Infine, ad ognuno dei partecipanti è stato rilasciato un attestato e contestualmente i bambini sono stati invitati ad esprimere le proprie emozioni.

Ad onor del vero Matteo scrive:

“E’ stato il gioco più bello del mondo”

I bambini sono rimasti entusiasti di mascherarsi e vivere una storia in cui i protagonisti erano proprio loro. Un modo divertente, tra gioco, teatro e favola di capire la storia attraverso la mitologia e l’archeologia. Un tuffo nel passato dove sogni e favole sono divenute realtà grazie all’entusiasmo, la professionalità e la passione degli operatori del Museo.

Giada Agizza

 

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Tra dei ed eroi: una mattina al Museo

5 Giu

Le corone d’oro che avevano ricoperto il corpo della principessa nel buio durante molti secoli ci colpirono gli occhi che si stavano abituando all’ombra delle alte stanze di Palazzo Ferretti.

La visita al Museo Archeologico delle Marche di Ancona si stava rivelando più interessante di quanto avevamo immaginato le mattine del 20 e 29 maggio, quando noi, i ragazzi delle classi prima C e D della scuola secondaria di primo grado di Marina di Montemarciano, siamo partiti lasciando le nostre aule per intraprendere un percorso sul mito.

Visita al museoLa dottoressa Francesca Farina che ci ha accolto nell’atrio del palazzo ci ha guidato all’interno del palazzo del 1500 coinvolgendoci nella storia della famiglia Ferretti i cui esponenti di spicco, il conte e la contessa appunto, abbiamo visto rappresentati negli affreschi che decorano il palazzo fin dal XVI secolo come dei. E di ogni dio avevano i simboli. Ecco allora Zeus, il Giove dei romani, che ci guardava dall’alto stringendo il suo fulmine e accompagnato dall’aquila; oppure Afrodite con il suo specchio e la colomba, Giunone con il suo capo velato e, poco lontano Ares o Marte che con le sue armi mostrava la sua potenza,cioè quella della famiglia Ferretti. Per non parlare del dio Crono, il Saturno dei romani, che segnalava la lunga età dell’oro vissuta dalla città di Ancona ai tempi della famiglia nobile. Tutti gli dei erano formosi perché ciò era simbolo di ricchezza e aristocrazia. In una specie di caccia al tesoro abbiamo poi ritrovato gli stessi dei sui vasi greci che erano esposti nello stesso salone.

Visita al museo 2

Per verificare poi le nostre conoscenze,  la nostra guida ci ha proposto una scheda sugli dei romani e greci.

Ci siamo poi rilassati facendo merenda sulla grande terrazza che dava sul porto colmo di traghetti. Il panorama era stupendo e noi lo abbiamo “ravvivato” con giochi e grida… La dottoressa Farina ci ha poi raccontato due miti molto interessanti: quello del Minotauro, Arianna e Dionisio e l’altro su Dafne e Apollo. Su questi racconti, che abbiamo ascoltato questa volta in silenzio, abbiamo disputato una gara tiratissima tra due squadre, maschi contro femmine, in cui bisognava riordinare in ordine cronologico le fonti scritte e le fonti iconografiche. Per la cronaca: nella prima C hanno vinto i maschi e nella prima D le ragazze. Finita questa attività abbiamo salutato la nostra brava guida e siamo tornati a scuola.

Che dire? È stata un’esperienza istruttiva,  interessante e non solo, anche divertente.

Scuola “Falcinelli” Marina di Montemarciano, Classi 1C e 1D

 

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche alla #Museumweek

8 Apr

Racconti, quiz, ricordi, giochi e molto altro. Tutto questo è stata la prima edizione di #Museumweek che si è svolta la settimana dal 24 al 30 marzo, su Twitter. 7 giorni durante i quali musei e followers hanno interagito all’insegna dell’approfondimento, della curiosità e del divertimento. Un nuovo appuntamento online, promosso direttamente da Twitter, che coinvolto più di 600 musei in Europa dando la possibilità al pubblico di scoprire nuovi musei e di riscoprire sotto un’altra luce quelli universalmente noti.

Anche il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha partecipato in questo tour de force a suon di tweet. Ripercorriamo brevemente insieme questi intensissimi 7 giorni.

Lunedì 24 si è partiti con #DayInTheLife, ovvero il racconto in diretta della giornata del museo. Il caso ha voluto che lunedì il nostro museo sia chiuso ma questa è diventata l’occasione giusta per rivelare che cosa succede “dietro le quinte”: l’arrivo del personale, le pulizie, il nostro “social media team” al lavoro e molto altro.

Martedì 25 è stato il giorno di #MuseumMastermind; i musei hanno proposto dei quiz al pubblico, che ha così avuto modo di interagire direttamente, scoprendo particolarità e connessioni tra oggetti e musei. Con i nostri quiz abbiamo percorso un viaggio nel tempo, dalla preistoria ad Ancona romana, all’interno della collezione del museo.

Mercoledì 26 si è proseguito con #MuseumMemories; i visitatori sono stati invitati a condividere i propri ricordi…

…e noi al museo abbiamo fatto lo stesso, a partire dalla storia e dagli eventi dell’ultimo anno fino alle parole degli assistenti.

Giovedì 27 è stata la volta di #BehindTheArt. Non abbiamo avuto difficoltà a rintracciare aneddoti, storie e segreti della nostra sede museale, Palazzo Ferretti. Notizie sulla storia del palazzo e foto storiche per far conoscere meglio questo edificio del centro storico di Ancona.

Venerdì 28 e Sabato 29 si è proseguito con #AskTheCurator e #MuseumSelfies, due tematiche nuove su cui l’interazione è rimasta bassa e su cui cercheremo di lavorare prossimamente.

Al contrario grande partecipazione c’è stata Domenica 30, l’ultimo giorno dell’iniziativa con #GetCreative. In questo caso si chiedeva al pubblico di partecipare mettendo in gioco inventiva e voglia di raccontare in 140 caratteri, a partire da spunti che i musei dovevano proporre. Per il nostro museo è stata una grande chiusura della MuseumWeek.

La settimana è stata molto stimolante da tutti i punti di vista: dall’organizzazione delle giornate al proporre quiz e spunti originali, dal controllare minuto per minuto le interazioni al rispondere alle domande più inaspettate fino a vedere, al termine della settimana, più di 200 nuovi followers sul nostro elenco e soprattutto molte domande/risposte con utenti appassionati.

Non resta che far notare come questo tipo di comunicazione e interazione online sia riuscito a trasformare in un successo l’iniziativa e speriamo anche a stimolare il pubblico a venire a visitare i tantissimi musei italiani che hanno partecipato.

Francesco Ripanti, SISBA

 

Un “Pesce d’aprile al museo” con bambini, mosaici e origami

4 Apr

Ore 20.20 circa. L’aperitivo al museo è ormai concluso, le visite guidate terminate e le famiglie si apprestano ad uscire. Un bambino con una felpa rossa si ferma, richiama l’attenzione dell’assistente Paola e chiede:

Mi scusi, il laboratorio è ancora aperto? Vorrei fare un altro pesce!

Pesce d'aprile al Museo

Nel pomeriggio di Martedì 1 aprile il museo ha ospitato la seconda edizione di “Pesce d’aprile al museo”, organizzata dal Servizio Educativo della SBA Marche in collaborazione con Vista Mare, Raval e Osteria dal Pozzo e con l’imprescindibile aiuto del personale del museo.

Il pesce rosso di “Vista Mare” sotto la targa del museo e i pesci in origami sul cancello di Palazzo Ferretti e sulla copia dell’Idolino di Pesaro hanno accolto i bambini e i loro genitori al loro arrivo intorno alle 17, come a preannunciare un pomeriggio all’insegna del divertimento e della cultura.

Le attività sono partite subito, con i bambini a far conoscenza dell’ittiosauro guidati dall’assistente Paola e gli adulti alla scoperta dei mosaici di Ancona romana con la curatrice Nicoletta Frapiccini. Gli sguardi stupiti dei bambini di fronte al rettile marino e le curiosità dei genitori sul luogo di ritrovamento degli emblema deponevano a favore dell’interesse suscitato dalla visita guidata.

Pesce d'aprile al Museo

Successivamente i bambini si sono dedicati al laboratorio, seguiti da Eliana, Maria e Paola. Prima hanno mosaicato con tessere colorate di carta un pesce che prendeva spunto da quello dell’emblema di Corso Mazzini, poi hanno realizzato pesci di varie dimensioni secondo l’arte dell’origami. Alcuni bambini hanno voluto attaccare i loro pesci al cancello di Palazzo Ferretti lasciando così il loro contributo, altri hanno preferito portarseli a casa come ricordo di questa giornata.

Pesce d'aprile al Museo

Nel frattempo gli adulti avevano concluso la loro visita nella sala conferenze, dove la dott.ssa Nicoletta Frapiccini aveva mostrato loro una galleria di immagini con altri esempi di mosaici romani con i pesci come soggetto e raccontato come si realizzava un mosaico.

Adulti e bambini si sono infine ritrovati sulla terrazza di Palazzo Ferretti per concludere il pomeriggio con un’aperitivo a base di pesce e con una degustazione di vini, offerta dall’azienda Moroder, alla luce del sole del tramonto.

Pesce d'aprile al Museo

Per la galleria di immagini completa vi rimandiamo alla nostra pagina Facebook e speriamo di vedervi tutti al prossimo evento del museo. Stay tuned!

Francesco Ripanti, SISBA

 

Approfondendo i quiz del lunedì

2 Apr

In questo post i nostri stagisti approfondiscono i soggetti dei quiz che abbiamo proposto nei mesi di febbraio e marzo sulla pagina Facebook del museo.

Quiz del 24 febbraio – Anfiteatro di Suasa

L’anfiteatro di Suasa è un grande monumento riscoperto con gli ultimi scavi del 1977-78 ed è l’anfiteatro più grande delle Marche per:
1) l’ellisse della cavea con asse maggiore di circa 98 metri e quello minore di circa 77 metri;
2) la capienza dell’impianto era di circa 8000 posti, a cui contribuiva anche il poco spessore del muro perimetrale, anch’esso usato come posto a sedere;
3) la grandezza del podio (circa 58 metri l’asse maggiore, 38 metri l’asse minore, alto 1.8 metri). Alla sua conservazione nel corso dei secoli ha contribuito il suo materiale di costruzione: i blocchetti di pietra bianca e rosata utilizzati anche per costruire le mura del Castello di Arcevia.

anfiteatro suasa

Quiz del 3 marzo – Vasi a fiasco

Nel neolitico i vasi a fiasco fanno parte degli utensili da cucina, svolgendo un ruolo fondamentale per la conservazione dei liquidi; questo è deducibile, dalla stretta imboccatura del vaso, che rende scomodo l’inserimento di cibi solidi. Le caratteristiche principali di questo vaso, realizzato in ceramica, sono le anse a listello, ovvero degli anelli grazie ai quali il vaso poteva essere appeso al soffitto. Il vaso a fiasco che vedete in figura proviene da Ripabianca di Monterado.

vasi a fiasco

Quiz del 10 marzo – Pianello di Genga

Questa urna cineraria dell’età del bronzo fa parte di un complesso di 750 urne, ritrovate tutte nella stessa area, Pianello di Genga. Questa necropoli, databile al periodo protovillanoviano, era organizzata in cinque gruppi di tombe; se si osservasse dall’alto l’intero sito, si noterebbe che queste tombe hanno una forma pressoché circolare. Le urne, all’interno delle tombe erano disposte partendo dal centro, dove erano situate quelle più antiche, e mano a mano che si procede verso l’esterno le urne risultano più recenti. Insieme sono stati ritrovati anche alcuni oggetti che appartenevano alla quotidianità del defunto. È possibile che questa necropoli sia stata situata nei pressi di un villaggio.

pianello di genga

Quiz del 17 marzo – Pintadera

Le pintadere sono piccoli timbri, normalmente fatti di terracotta, caratteristici del periodo neolitico. Quella che vedete nella foto proviene dal sito neolitico di Coppetella di Jesi. Il termine “pintaderas” viene coniato durante la conquista spagnola del Messico, e anche oggi è possibile trovare qualche riferimento tra le popolazioni che attualmente vivono ancora allo stadio primitivo in Sudamerica. Non è del tutto certo ma le ipotesi del loro utilizzo le ritraggono come stampi per tatuaggi corporei provvisori, per decorare i tessuti, oppure per imprimere marchi di riconoscimento sul pane o su altri alimenti. Solitamente le pintadere erano dotate di una sorta di appendice prensile e di una superficie in cui è riportato in rilievo il motivo decorativo.

pintadera

Quiz del 24 marzo – Idoletti Fittili

Questa statuette in terracotta, di circa 5 cm di altezza sono definite idoletti e schematizzano la figura femminile nuda secondo l’arte del primo periodo neolitico (5500 – 5000 a.C.). Sono realizzate a tutto tondo ma la rappresentazione del corpo è limitata al tronco e l’unico dettaglio anatomico è costituito dai seni. Sono state ritrovate nell’insediamento di Ripabianca di Monterado (AN). Simboleggiano sia l’idea della fecondità femminile, sia quella della fertilità dei campi e, in un contesto domestico, dovevano assicurare protezione alla casa neolitica.

idoletti di ripabianca

Quiz del 31 marzo – Ceramica micenea del Montagnolo di Ancona

Questo frammento di vaso miceneo, databile tra il 1300 e  il 1190 a.C.,  è stato ritrovato nella zona del Montagnolo di Ancona. Siamo in grado di determinare che è un vaso di origine micenea per le decorazioni a spirale bruno-rossastre. Probabilmente questo vaso, così lontano dal suo luogo d’origine, è arrivato fino ad Ancona attraverso una delle tante rotte commerciali che i Micenei intrattenevano nel Mediterraneo. Questo frammento di Ancona è molto importante per le Marche perchè è molto raro trovare frammenti micenei nella nostra regione; in tutto ne sono stati trovati solamente sei.
Al Montagnolo è stato identificato uno dei nuclei originari della città di Ancona; sono state ritrovate tracce di intonaco che testimoniano la presenza di un abitato dell’ età del Bronzo a cui è datato ovviamente anche il frammento.

Valerio Amori, Alessio Ceccacci, Eleonora Giovagnoli, Kevin Maiolatesi
IIS Volterra-Elia Ancona

 

Giuseppe Borrelli: un giorno come un altro

1 Apr

Durante il laboratorio “Il ‘900 a Palazzo Ferretti” una delle attività che vengono proposte ai ragazzi di terza media è quella di raccontare una storia immaginandosi di vestire i panni di un personaggio che poteva abitualmente frequentare il palazzo. Questa storia è stata scritta da uno dei nostri attuali stagisti, che si è impersonificato nell’amministratore del palazzo Giuseppe Borrelli. 

Il Salone delle Feste di Palazzo Ferretti in una foto del 1931 (Archivio Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche)

Il Salone delle Feste di Palazzo Ferretti in una foto del 1931 (Archivio Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche)

… quando vi entrai …

Sembrava un giorno come un altro, dovevo iniziare il mio solito giro di controllo del palazzo, dovevo radunare la servitù e impartire gli ordini per quella giornata e inoltre ero già a conoscenza che il conte Ferretti voleva incontrarmi per discutere riguardo la gestione del palazzo. Mi sentivo particolarmente teso quel giorno, ero in ansia e non vedevo l’ora di recarmi nel suo studio, morivo di curiosità. Avevo liquidato rapidamente la servitù e iniziai il mio giro di controllo dalla terrazza

… e affacciandomi …

Quasi per caso, vidi una giovane ragazza, sembrava una balia, era leggermente spaesata, non sapevo cosa volesse ma io dovevo lavorare e non potevo perdermi in pensieri futili, d’altro canto il signor Ferretti si vantava spesso con i suoi ospiti dell’efficienza dell’amministratore del suo maestoso palazzo, non potevo deluderlo, e poi ci avrebbe sicuramente pensato qualcun altro. La terrazza era in condizioni perfette, quindi rientrai. Chiudendo la porta, pensai al mio giro e siccome ero leggermente in ritardo per via dei miei pensieri, mi allontanai velocemente verso la prossima tappa, ma

… poi incontrai …

Il conte Ferretti che mi chiamò, con la sua voce decisa e autoritaria, tipica di un uomo importante qual’era, ma che al contempo suonava armoniosa e calma, quasi a sottolineare la sua sensibilità da musicista, come si sa, i musicisti sono sempre gli animi più sensibili, insieme con i pittori e i poeti, “vieni Giuseppe, rechiamoci nel mio studio”. Ero contento, finalmente era arrivata l’ora di parlare con il conte. Appena arrivati nello studio ci sedemmo

… e parlammo …

Di alcuni ospiti importanti che dovevano arrivare da Londra, mi spiegò che erano persone importanti che venivano in visita nel palazzo per conoscere meglio la cultura e l’arte italiana. Mi disse che erano il console inglese e la sua giovane nipote e che voleva riservare per loro tutto il primo piano. Appena uscito dallo studio, radunai nuovamente la servitù e iniziai a scegliere le domestiche da assegnare ai due ospiti. Quel giorno lavorai come non mai per sistemare il piano riservato ai due inglesi. Ma alla fine sono contento di essere il tassello fondamentale per far funzionare quella macchina immobile che è il palazzo.

Valerio Amori, I.I.S. “Volterra Elia”