L’anfiteatro romano di Ancona tra archeologia e innovazione

14 Lug

Una serata densa di novità quella di mercoledì 9 luglio sulla terrazza di Palazzo Ferretti. Il restauro dell’anfiteatro di Ancona con la presentazione dell’innovativo progetto ArcheoGarden, argomento della quarto incontro per “Al Museo archeologico di sera”, ha portato al Museo il pubblico delle grandi occasioni, curioso di conoscere il destino dell’area archeologica più estesa della città.

Negli stessi giorni in cui l’anfiteatro si accinge ad ospitare la stagione teatrale estiva, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, con l’intervento di Stefano Gizzi, e quella per i Beni Archeologici, con Nicoletta Frapiccini che ha curato l’organizzazione dell’incontro, hanno illustrato alla cittadinanza i progetti per il restauro, la fruizione e la valorizzazione del monumento in corso di attuazione e i risultati degli ultimi saggi di scavo.

scavi dell'anfiteatro

Stefano Gizzi ha introdotto l’intero progetto mettendone subito in evidenza l’obiettivo finale: legare l’area dell’anfiteatro al resto della città, inserendolo all’interno di percorsi che si dovranno avvalere oltre che del nuovo ascensore di Palazzo degli Anziani entrato in funzione da pochi giorni, anche di passerelle e passaggi permeabili che permetteranno di accedere al monumento e ai resti archeologici circostanti. Il Soprintendente ha quindi ripercorso brevemente la storia della scoperta e delle indagini svolte dall’800 ad oggi, soffermandosi in particolare sulle soluzioni architettoniche adottate tra anni ’70 e anni ’80 per rendere fruibile l’area e su quelle (recinzioni e passerelle) che saranno introdotte con i prossimi interventi.

Uno degli interventi più significativi sarà quello del progetto ArcheoGarden, di cui hanno parlato il prof. Andrea Galli e la dott.ssa Valentina Piselli del gruppo di ricerca CIRP (Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Paesaggio) dell’Università Politecnica delle Marche. L’Università è stata coinvolta dalle due Soprintendenze e ha elaborato questo progetto a partire da esigenze specifiche.

Che cos’è ArcheoGarden? Andrea Galli ci ha spiegato che è un progetto sperimentale che ha l’obiettivo di gestire in modo migliore la vegetazione infestante nelle aree archeologiche e, allo stesso, migliorare la fruizione culturale dell’area. Per raggiungere questo obiettivo si va a cercare di costruire un nuovo rapporto tra uomo e natura, utilizzando le specie autoctone all’insegna della compatibilità ecologica e mirando quindi ad una riqualificazione funzionale della stessa vegetazione in nome di una gestione quasi auto-sostenibile. L’analisi del sito è iniziato durante lo scorso anno mentre l’esecuzione dei lavori ad aprile 2014; se vi affacciate dal punto d’osservazione di Via Birarelli già oggi è possibile vedere alcune aree oggetto di questo progetto. Per realizzare i lavori ArcheoGarden si è avvalso della collaborazione della Azienda agraria didattico sperimentale “Pasquale Rosati” dell’Università Politecnica delle Marche.

Una delle aree dell'anfiteatro oggetto del progetto ArcheoGarden

Una delle aree dell’anfiteatro oggetto del progetto ArcheoGarden

Valentina Piselli è scesa nel dettaglio del progetto parlando dei criteri di progettazione e della vera e propria realizzazione del progetto. I primi risultati sarà possibile ottenerli sono l’anno prossimo ma per il momento il lavoro ha interessato circa 400 mq davanti all’ingresso della gradinata dell’anfiteatro. Sono state sperimentate diverse soluzioni relative all’inerbimento, alla valorizzazione e allo sfalcio controllato.

Riguardo l’inerbimento, l’obiettivo è stato quello di chiudere il terreno per impedire ad altra vegetazione di crescere, utilizzando una formula pensata esclusivamente per l’archeologia e applicata in prossimità della pedana, per rendere più pulita l’area che sarà più visibile. Nelle sezioni più esterne, invece, si è voluta utilizzare una composizione floristica di specie autoctone, quasi a ricollegarsi con l’esterno, mantenendo comunque lo status del luogo ed evitando l’effetto del campo di calcio.

Le soluzioni per la valorizzazione prevedono di creare un ambiente con pochi arbusti e alcune edere per celare o mettere in evidenza determinate aree e, allo stesso tempo, utilizzare specie come cappero, ginestra e lentisco in quelle zone in pendenza dove l’inerbimento in altri modi non era possibile.

Lo sfalcio controllato sarà utile per selezionare la composizione vegetale infestante meno invasiva; questa pratica è piuttosto lenta, in quanto i primi risultati saranno visibili in media tra 5 anni. Questa sperimentazione è iniziata nella zona meno visitata.

ArcheoGarden si inserisce in maniera innovativa in uno spazio, quello della gestione della vegetazione infestante, ancora poco sperimentato in archeologia. Andrea Galli vede nel progetto alcune interessanti prospettive: dalla possibile valorizzazione dell’anfiteatro “in-out-in” (anfiteatro-museo-anfiteatro), a quella di essere una palestra per formare nuove professionalità per gli agronomi, fino a quella di contribuire a formare una consapevole identità culturale e a portare ad una maggiore partecipazione.

La terrazza di Palazzo Ferretti gremita per l'incontro

Al termine della presentazione del progetto ArcheoGarden, Nicoletta Frapiccini ha ricordato i vari archeologi che si sono susseguiti nel corso degli anni nella direzione degli scavi all’anfiteatro e ha illustrato i risultati degli ultimi saggi, affidati all’impresa Lepsa e diretti dal dott. Loris Salvucci. Questi ultimi interventi avevano l’obiettivo di scendere fino al livello dell’arena per indagare il suo stesso reinterro, avvenuto in età altomedievale. Sono state individuate 3 fasi, che si caratterizzano per la presenza di strutture, focolari e di fornetti, testimoniando la presenza di attività artigianali su un’arena che aveva ormai perso la sua funzione originaria. Nicoletta Frapiccini ha anche mostrato le fotografie di alcuni dei reperti rinvenuti: da monete tardoantiche ed altomedievali ad oggetti in bronzo e in osso.

La serata si è conclusa con la solita degustazione di Verdicchio. Il prossimo incontro di “Al Museo archeologico di sera”, fissato per mercoledì 16 luglio alle 21.30, avrà un tema letterario con la drammatizzazione di “Le predilezioni del pomeriggio” di E. Picardi. Vi aspettiamo numerosi!

Francesco Ripanti, SISBA

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  1. Arriva la giornata nazionale dell’archeologia: ecco i nostri programmi | Il blog del Museo Archeologico delle Marche - 5 dicembre 2014

    […] con le annesse terme, dalle bellissime pavimentazioni mosaicate, visibile grazie ad interventi di restauro presentati nel luglio 2014 e all’accesso a nuovi percorsi tramite il sistema di nuove […]

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