Ancona romana torna al museo: il racconto dell’inaugurazione

27 Dic

Lo scorso 19 dicembre si è tenuta l’inaugurazione della nuova sala dedicata ad Ancona romana, un giorno storico per il nostro Museo.

Il classico taglio del nastro è stato preceduto dalla presentazione tenuta nella sala congressi. Per l’occasione la sala era gremita in ogni ordine di posti; insieme alla cittadinanza interessata erano presenti rappresentanti del Comune e della Regione oltre a professori delle università di Macerata, Urbino, Bologna, Perugia e Padova.

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La sala gremita in ogni ordine di posti

La presentazione ha avuto inizio con i saluti del Soprintendente Mario Pagano, che ha subito ricordato come la sala aspettasse di essere aperta fin dal terremoto del 1972 e l’impegno del suo predecessore, Giuliano De Marinis, prematuramente scomparso nell’estate 2012, a cui la sala è stata intitolata. Pagano ha continuato sottolineando positivamente l’azione congiunta con la Soprintendenza dei Beni Architettonici per la valorizzazione dell’anfiteatro romano e l’ottima notizia dell’assunzione in deroga di 6 archeologi nei ranghi della Soprintendenza.
Infine Pagano ha letto i saluti della Presidente della Camera Laura Boldrini, che non ha potuto partecipare alla cerimonia per impegni istituzionali.

La parola è quindi passata a Lorenza Mochi Onori, Direttore per i beni archeologici delle Marche. Anch’essa ha ricordato Giuliano De Marinis e ha messo l’accento su come questa nuova sala deve essere da stimolo per ritrovare un feeling positivo con il pubblico, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di presentazione multimediali, che verranno presto messi a disposizione.

A seguire è intervenuto Stefano Gizzi, Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici delle Marche, che ha anch’esso sottolineato l’ottimo lavoro di squadra con la Soprintendenza Archeologica riguardo l’anfiteatro e ha ricordato Franco Minissi, l’architetto che ha progettato l’attuale allestimento del Museo e sottolineato la necessità di coordinare i diversi allestimenti presenti nelle sale.

L’Assessore alla cultura del Comune di Ancona, Paolo Marasca, ha salutato con entusiasmo l’apertura della sala, impegnandosi a migliorare quei problemi di comunicazione tra museo e città che si sono riscontrati nel recente passato. La città è orgogliosa della propria storia e il Museo Archeologico Nazionale delle Marche è un’eccellenza che deve essere valorizzata.

Al termine dei saluti, si è tenuto l’intervento del Soprintendente Mario Pagano, che ha esposto la sua ipotesi per l’identificazione dei personaggi raffigurati nei Bronzi di Cartoceto e i motivi del loro interramento. Questi bronzi rinvenuti in frammenti all’interno una fossa poco profonda nel 1946, hanno da sempre presentato problemi interpretativi.
Pagano afferma che i bronzi dovevano essere verosimilmente collocati nella basilica di Sentinum e furono interrati negli anni della Guerra Gotica (535-553). Probabilmente erano stati rimossi dai Goti per riutilizzare il bronzo per le monete. L’arrivo del generale bizantino Narsete che, secondo lo storico Procopio di Cesarea, seguì proprio la strada interna che doveva andare da Fossombrone a Sentinum, avrebbe indotto i Goti a interrare i bronzi.
Il riconoscimento dei due senatori ipotizzato da Pagano si basa invece sulle raffigurazioni presenti sui pettorali dei cavalli, che fanno riferimento ad una vittoria navale con trionfo per il primo senatore, quello che muove la testa, che va identificato con Licinio Murena padre, governatore dell’Asia e vincitore in mare su Mitridate nell’81 a.C. Il secondo invece sarebbe il suo omonimo figlio, difeso da Cicerone nella famosa orazione Pro Murena.

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Mario Pagano e Nicoletta Frapiccini tengono i loro interventi

Al termine dell’intervento di Pagano, la parola passa alla curatrice della nuova sezione, la Dott.ssa Nicoletta Frapiccini. Molto sentito è il ricordo di Giuliano De Marinis, indicato come il vero ideatore dell’allestimento. La sala non poteva che essere dedicata a lui e Nicoletta Frapiccini ringrazia anche Pagano per non avuto alcun indugio nel proseguire il lavoro iniziato da De Marinis.

Segue quindi una breve presentazione del percorso espositivo, che parte dal IV secolo a.C. con i rinvenimenti dalla necropoli di Villarey, che ci raccontano la grecità di Ancona attraverso le stele e gli oggetti di corredo. Il percorso prosegue quindi con alcuni reperti provenienti dallo scavo di Lungomare Vanvitelli e dagli scavi di archeologia subacquea (sono esposti frammenti di fasciame del relitto di Palombina e molto altro). Accanto ai letti funerari in osso sono inoltre presenti due mosaici: uno con un emblema con pesci e uccelli, proveniente da corso Mazzini, l’altro con raffigurata la testa di Oceano, forse proveniente da un impianto termale che doveva trovarsi in Piazza Garibaldi.

L’ultima sezione del percorso espositivo è dedicata a Traiano, con il calco della scena 79 della Colonna Traiana, che con tutta probabilità raffigura Ancona nel II secolo d.C., la ricostruzione in miniatura dell’arco e il calco della testa dello stesso imperatore conservata al Museo Archeologico di Ascoli Piceno.

Al termine della presentazione il pubblico presente in sala ha potuto apprezzare un breve concerto per mandolino solo, magistralmente tenuto da Tiziano Palladino, con musiche di Calace, Tarrega, Albeniz e Pettine.

Tiziano Palladino tiene il concerto per mandolino solo

La concentrazione di Tiziano Palladino durante il concerto per mandolino solo

Al termine del concerto è avvenuto il taglio del nastro e la Dott.ssa Nicoletta Frapiccini ha tenuto delle brevi visite guidate ai vari gruppi che hanno varcato per primi, in questa storica giornata, la soglia della nuova sala.

Chi non è riuscito a venire all’inaugurazione lo aspettiamo al più presto, le porte della sala romana di Ancona sono ormai aperte.

Francesco Ripanti, SISBA

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3 Risposte to “Ancona romana torna al museo: il racconto dell’inaugurazione”

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