Alla scoperta dell’Ancona greca

10 Giu

Sabato 8 giugno il Museo è stato tappa dell’itinerario “Ancona Greca” organizzato dal Comune all’interno dei Percorsi alla scoperta di Ancona in occasione dei 2400 anni della fondazione della città.

Abbiamo seguito l’intero percorso che ha preso il via dalla Facoltà di Economia all’ex caserma Villarey, è proseguito con il Museo della Città e il Museo Archeologico per concludersi a S. Ciriaco.

La necropoli di Villarey

Sul retro dell’ex caserma, ora sede della facoltà di Economia, si trova una sezione visitabile della necropoli ellenistica, scavata a partire dalla metà degli anni ’90.

La visita guidata, affidata alla Società Cooperativa Arcus, è iniziata con un’introduzione all’Ancona greca: i due punti principali toccati sono stati la fondazione della città e le principali teorie sul carattere greco della città. In breve, la prima teoria vede Ancona come una vera e propria città dorica, abitata da greci discendenti dei siracusani fondatori della città; l’altra invece mette in primo piano la tradizione italica della popolazione e spiega gli elementi greci come un fattore di moda legato ad una volontà delle elites cittadine di nobilitare le proprie origini.

8 giugno, necropoli Villarey

Il gruppo ha quindi seguito il percorso di visita, lungo il quale è possibile vedere alcune tombe a cappuccina, una delle quali ricostruita, per poi dirigersi verso i musei, all’interno dei quali sono custoditi i corredi di queste e delle altre tombe portate alla luce.

Il Museo della Città

Prima tappa è stata il Museo della Città, in piazza del Plebiscito.

Qui il gruppo ha potuto avere un’idea migliore dell’Ancona pre-greca, vedendo sulla pianta esposta nella sala d’entrata i primi nuclei d’insediamento della futura città: il colle dei Cappuccini, il Cardeto e il Montagnolo.

Pannello Museo della Città

Si è quindi passati nelle successive due sale, riservate al periodo greco, soffermandosi in particolare sul corredo della cosiddetta “Tomba della parrucchiera” e sulla stele con l’inscrizione in caratteri greci “Arbenta, figlia di Sopatros saluta”. 

In seguito, nell’ottica di avere una percezione concreta dell’Ancona antica, si è fatto riferimento alla rappresentazione della città sulla Colonna Traiana, proposta su un pannello all’interno della sala romana.

Il Museo Archeologico Nazionale

Salendo poi per via Pizzecolli, la visita è proseguita presso il nostro museo, a Palazzo Ferretti.

Si è saliti subito al primo piano, dove la guida si è prima soffermata sui vasi greci rinvenuti negli abitati piceni per poi approfondire la sala ellenistica di Ancona. Qui sono infatti esposti molti dei corredi rinvenuti nelle sepolture della necropoli ellenistica: pettini, orecchini d’oro, oggetti d’argento e in vetro, calamai testimoniano la ricchezza dei defunti mentre le stele indicano alcuni dei loro nomi.

Sempre all’interno di questi corredi sono state rinvenute le monete con la testa di Afrodite sul dritto e sul rovescio il braccio flesso al gomito che tiene un ramo di palma e la scritta Ankon in caratteri greci. Una di queste monete, simbolo dell’Ancona greca, è esposta nella sala ellenistica del Museo.

Nella sala ellenistica

Successivamente si sono riprese le scale di Palazzo Ferretti fino al terzo piano, dove è esposto il frammento di ceramica micenea rinvenuto al Montagnolo e che testimonia i contatti con la Grecia già nell’età del Bronzo.

Per l’occasione, in via del tutto eccezionale, è stato possibile accedere alla terrazza di Palazzo Ferretti che ospita le copie dei Bronzi di Cartoceto e godere di un panorama privilegiato sulla città sotto il sole di mezzogiorno.

8 giugno, terrazza del museo

L’itinerario si è concluso a S. Ciriaco: purtroppo non è stato possibile vedere i resti dell’antico tempio di Venere per la concomitanza con un matrimonio, ma niente ha potuto distogliere i visitatori dal panorama che si può ammirare dal Colle Guasco.

Ricordiamo che la prossima data per l’itinerario “Ancona greca” è sabato 13 luglio, mentre l’altro percorso che include il Museo Archeologico, “Ancona romana”, si terrà nuovamente domenica 23 giugno.

Francesco Ripanti, SISBA

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