2400 anni di Ancona. La tavola rotonda… in breve

2 Apr

Lo scorso 27 marzo 2013, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Accademia marchigiana di scienza, lettere ed arti, si è tenuta presso il Museo Archeologico delle Marche una tavola rotonda sui 2400 anni della fondazione greca di Ancona.

Locandina Fondazione Ancona

Il pubblico è accorso numeroso per sapere di più sull’inizio della storia della città; ha assistito a una serie di interventi e ad una vivace discussione finale che hanno evidenziato la complessità del tema e le future direzioni di ricerca.

Per chi non avesse avuto modo di partecipare, è disponibile una playlist sul canale YouTube del museo con i video dei singoli interventi.

Dopo i saluti iniziali da parte di Sergio Sconocchia, presidente dell’Accademia, si sono susseguiti 8 interventi, in cui sono stati messi a fuoco i temi e le questioni principali relativi alla fondazione greca di Ancona. A moderare la tavola rotonda è stato il Soprintendente Mario Pagano, che ha introdotto molti spunti di riflessione al termine di ogni intervento con puntuali ed interessanti osservazioni.

  1. Gianfranco Paci introduce le principali fonti in nostro possesso, sia scritte che archeologiche, sulla fondazione della città, sottolineando come la principale fonte scritta, Strabone, parli di ktisma, fondazione, e non di apoikia, termine con cui si definisce l’effettiva deduzione di una colonia. Questo porta a pensare che un abitato fosse già presente prima dell’arrivo dei siracusani e apre una serie di questioni che hanno portato vari studiosi a sostenere posizioni opposte, negazioniste o enfatizzanti l’importanza della presenza e della cultura greca per Ancona. In base alle fonti scritte e archeologiche a disposizione, Paci sostiene che la comunità greca fosse solo una parte della popolazione della città, che doveva accogliere anche altre componenti etniche.
  2. Sergio Sconocchia illustra le principali fonti scritte che trattano della fondazione di Ancona o che si riferiscono alla città dorica: Strabone, Pseudo Scilace, Plinio, Giovenale, Diodoro Siculo e Pomponio Mela. Racconta nel dettaglio quello che scrive Strabone riguardo la fondazione della città da parte dei fuggitivi siracusani, personaggi sgraditi che il tiranno Dionigi il Vecchio allontana da Siracusa e al tempo stesso sfrutta per fondare Ancona.
  3. Gabriele Baldelli fa riferimento al Museo della Città, per il quale aveva curato l’allestimento della sezione antica nel 1996, e afferma che la sua visione delle cose non è cambiata. I resti archeologici non testimoniano una fondazione puntuale da parte di un gruppo di coloni venuti dall’esterno, quanto un processo di lunga durata dove la fondazione è compartecipata. La componente greca va ad inserirsi in un contesto multiculturale e multietnico che, in parte, rispecchia quello della città attuale.
  4. Nora Lucentini evidenzia i contatti che intercorsero tra il IX e l’VIII secolo a.C. tra le Marche, la sponda orientale dell’Adriatico, l’area etrusca oltre l’Appennino e il Sud Italia (in particolare il Salernitano e la Calabria) facendo riferimento a cinturoni, rasoi di tipo Vulci, fibule a spirale e spade ad antenna rinvenuti nell’ascolano e nell’alto teramano oltre che nell’area di Ancona. Commerci molto intensi, anche via mare, sono quindi attestati ben prima della fondazione greca della città.
  5. Oscar Mei è intervenuto al posto di Mario Luni, che non ha potuto partecipare. Mei si sofferma sul tempio di Venere che sorgeva sul colle Guasco, sul luogo dove oggi si trova la cattedrale di S. Ciriaco. Descrive i resti rinvenuti durante gli scavi degli anni ’30 e passa in rassegna le tre ipotesi di ricostruzione di Annibaldi, Bacchielli e dello stesso Luni. Nonostante le difficoltà dettate dallo scarso livello di conservazione dei resti, l’ultima ipotesi prevede un tempio periptero (cioè con un giro di colonne lungo tutto il perimetro), esastilo (con sei colonne sulla facciata) e con nove colonne sui lati lunghi, orientato verso la città e non verso il mare, con un recinto sacro che doveva corrergli tutto intorno. La datazione, più volte ipotizzata per il IV secolo a. C., dovrebbe essere posticipata al II secolo e non sarebbe perciò contemporanea alla fondazione della città da parte dei siracusani.
  6. Maurizio Landolfi presenta l’ipotesi di due Ancone e quindi di due fondazioni della città. Sul colle dei Cappuccini e su colle Guasco sono infatti attestati due abitati piceni mentre su un altro colle di Ancona non ancora indagato, il Montagnolo, si sono ritrovati frammenti di ceramica micenea. Landolfi propone di localizzare la successiva fondazione siracusana su quest’ultimo colle, dal momento che vi sono stati rinvenuti frammenti di lekythoi, skyphoi e crateri attici di fine VI- inizi V secolo mentre nel resto della città sono attestate poche testimonianze per quest’epoca.
  7. Nicoletta Frapiccini passa in rassegna alcuni degli oggetti di corredo rinvenuti nelle necropoli ellenistico-romane di Ancona, mettendo in risalto i fortissimi contatti con la Grecia continentale (in particolare l’Epiro) e con le isole greche (Delo su tutte) e rivendicando quindi la piena grecità di questi abitanti della città. Presenta inoltre alcuni oggetti che testimoniano un alto livello di artigianato, come una gemma con Achille e Pentesilea, un gallo in pasta vitrea e lamine d’oro e alcuni calamai in bronzo, che si ritrovano sia in tombe maschili che femminili.
  8. Gaia Pignocchi, descrivendo lo scavo dell’area esterna all’anfiteatro, fa notare come la sequenza stratigrafica mostri una cesura significativa dopo il III secolo a.C. E’ infatti in questo periodo che viene realizzata la strada in basoli che, verosimilmente, collegava il porto al tempio di Venere. Questa situazione avvalorerebbe una datazione del tempio al II secolo.

A questa serie di interventi è seguita una breve discussione finale, incentrata quasi completamente sulla questione del possibile insediamento sul Montagnolo e sull’etimologia di questo nome.

Francesco Ripanti, SISBA

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  1. Il primo anno del blog | Il blog del Museo Archeologico delle Marche - 6 marzo 2014

    […] propri eventi che hanno caratterizzato gli ultimi 12 mesi del museo, a partire dalla conferenza sui 2400 anni della nascita di Ancona, proseguendo con le riprese del film di Zanussi “Inner Voice“, fino alle tante serate […]

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